Calli e Campielli

Il centro storico di Valvasone, sviluppatosi attorno al castello, si presenta oggi quasi intatto nel suo aspetto medievale. Numerose sono le case signorili, a volte munite di portici, a volte decorate con stemmi e piccole statue. Deliziosi scorci appaiono qua e là nelle calli e nei campielli. Dal 2008, infatti, Valvasone è entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia. E’ difficile descrivere a parole le sensazioni provate quando l’occhio si posa sulle immagini che rendono cosi unica l’atmosfera di Valvasone.Uno scorcio di via Erasmo. Questo vuole essere un invito a passeggiare, girovagare e quasi perdersi per le viuzze di questo piccolo borgo antico...

 


Prima di entrare tra le mura del centro valvasonese, si possono notare importanti edifici oggetto di interesse storico, di fatto, anticamente, chi giungeva a Valvasone attraversando il guado sul Tagliamento, vi arrivava dall’ attuale “Via della Rimembranza” che sbocca sul “Borgo di San Antonio”, luogo in cui sorgeva l’antico oratorio dei Ss. Antonio Abate e Cristoforo, purtroppo demolito nel 1812 e di cui si sono perse completamente le tracce. Nei pressi di via della Rimenbranza si trovano la casa natale del poeta Antonio de Marchi e l’attuale casa di riposo “Fondazione Colledani Bullian”. Avvicinandosi al borgo e camminando verso il centro di Valvasone lungo via Roma, si incontra l’edificio della Latteria Sociale, costruito nel 1924 il quale aveva quale scopo di proseguire l’attività casearia già avviata nel lontano 1908. Proseguendo lungo la via, si incontrano quello che era il padiglione di caccia dei conti Valvason, quest’ultimo presenta un dipinto del Settecento raffigurante la Madonna delle Grazie sorretta da un frate Servita e da un frate Domenicano. Poco più avanti vi troverete di fronte a Palazzo Pinni, precedentemente di proprietà dei Valvason, con ampio parco sul retro. Si giunge così a quello che era il Borgo delle Oche, che attualmente si divide in Largo Piave e Borgo Alpi. Qui si incontra un altro palazzo dei Valvason che nell’Ottocento fu adibito a locanda. Addentrandosi nel borgo, il proseguire della roggia circonda il primo giro di mura di difesa e gli affascinanti esempi di edifici del Sei – Settecento. Prima di accedere alla torre portaia, che introduce in Piazza Castello, si trova il Parco Pinni, all’interno del quale ci sono il resto angolare di un torrione del castello ed il busto del poeta Erasmo da Valvason (1528 - 1593).La ruota del vecchio mulino.

 

 

Attraversando Piazza Castello, si imbocca Via Erasmo da Valvason, via che porta a Piazza Libertà. In passato, proprio all’inizio di questa strada, di fronte al castello, si trovava una torre portaia che sigillava il primo giro di mura di difesa. Inoltrandosi nelle due vie laterali che costeggiano la roggia e dirigendosi verso sud, si incontra la sede del Settecentesco filatoio. Diversamente nell’altra direzione, si passa dietro al Palazzo del Conte Eugenio, dove si può vedere la “scarsella” destinata al focolare domestico.Da questo punto si arriva alla ruota del mulino che si alimenta con l’acqua della stessa roggia.

 

Camminando lungo Via Erasmo da Valvason, si possono ammirare un edificio caratterizzato da elementi in stile liberty, ed un altro di fronte a quest’ultimo dalla facciata tardo Settecentesca. Lateralmente rispetto al Duomo ecco un edificio che presenta nel sotto portico i serramenti originali di una bottega Ottocentesca. Attiguamente si trova “Casa della Pieve”, edificio del Quattrocento che ingloba la Trecentesca ex cappella di San Giacomo, al cui interno si possono ammirare resti di affreschi, il basamento dell’antico altare e una piccola area dell’antica pavimentazione.

 

Prendendo il duomo come punto di riferimento, l’edificio posto nel retro presenta sulla facciata, dei resti di affreschi tardo Quattrocenteschi a motivi geometrici; lateralmente al Duomo si trova invece il sito dell’antico cimitero ormai sostituito da Via Rimembranza. Attraversando quindi Piazza Libertà e Piazza Mercato, si imbocca via San Pietro, caratterizzata anch’essa da interessanti palazzi: oltre alla Trecentesca Chiesetta dei Santi Pietro Paolo ed Antonio Abate, vi è un edificio del Seicento che presenta una scenografica facciata. L' entrata della locanda 'Alla scala'.

 

L’accesso al paese nel lato occidentale si trovava proprio alla fine di Via San Pietro, dove vi era un’altra torre portaia. Tornando indietro, sullo stesso lato della Chiesa di San Pietro rimane invece visibile, esternamente, sotto il porticato ad archi a sesto acuto dell’edificio, il portale in pietra dell’antico Ospitale dei Santi Pietro Paolo ed Antonio Abate. Sullo stesso edificio sono inoltre visibili due scudi con il lupo rosso dei Cuccagna e il lupo nero dei Valvason.

 

Avvicinandosi all’ex convento c’è un’ala superstite del chiostro del convento e degli stipiti del Quattrocento, lavorati a treccia vegetale sullo spigolo, probabilmente appartenuti al portale maggiore della scomparsa Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Dall’ex convento a Piazza Mercato si arriva in via Cesare Battisti dove vi era un edificio riservato alla “Domus Curiae”, luogo in cui si amministrava la giustizia in nome dei Valvason, fino all’epoca napoleonica

 

 

 

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