Monumenti - Calli e campielli


Una passeggiata per scoprire l'atmosfera...

“La gioia fu completa davanti ai portici a sesto acuto
Dell’annosa piazza; subito fin da allora, a quattordici
Anni, scopersi quello che in effetti è il tesoro di Valvasone:
il grigio, il nero, il silenzio, la vetustà, le vocali del dialetto”

Pier Paolo Pasolini (1936)


Il centro storico di Valvasone, sviluppato attorno al castello, si presenta oggi quasi intatto nel suo aspetto medievale. Numerose sono le case signorili, a volte munite di portici, a volte decorate con stemmi e piccole statue. Deliziosi scorci appaiono qua e là nelle calli e nei campielli.
Dal 2008 Valvasone è entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia.

E’ difficile descrivere a parole le sensazioni provate quando l’occhio si posa sui tanti scorci ed edifici che rendono unica l’atmosfera del centro di Valvasone. Questo vuole essere un invito a perdersi e girovagare per le stradine di questo piccolo borgo anitco...

Prima di entrare tra le mura del centro storico, interessanti edifici si trovano nelle vie vicine. Anticamente, chi giungeva a Valvasone attraversando il guado sul Tagliamento, vi arrivava dall’attuale Via della Rimembranza che sbocca sul Borgo di San Antonio, luogo in cui sorgeva l’antico oratorio dei Ss. Antonio Abate e Cristoforo, demolito dal 1812 e di cui si sono perse completamente le tracce nel 1959. Nei paraggi si trovano la casa natale del poeta Antonio de Marchi e l’attuale casa di riposo “Fondazione Colledani Bullian”.

Dal borgo, camminando verso il centro di Valvasone lungo via Roma, si incontra l’edificio della Latteria Sociale, costruito nel 1924 e che doveva proseguire l’attività casearia già avviata nel 1908. Proseguendo, si incontrano quello che era il padiglione di caccia dei Valvason, che presenta un dipinto del Settecento raffigurante la Madonna delle Grazie sorretta da un frate Servita e da un Domenicano. Nell’edificio successivo si trova invece l’arme Settecentesca dei Valvason Maniago, che sigillava la proprietà di famiglia. Infine ecco Palazzo Pinni, precedentemente di proprietà dei Valvason, con ampio parco sul retro.

Si giunge così a quello che era il Borgo delle Oche, che attualmente si divide in Largo Piave e Borgo Alpi. Qui si incontra un Palazzo dei Valvason del Seicento, adibito a locanda nell’Ottocento. Sul lato orientale dell’edificio è visibile la “scarsella” che ospitava il focolare. Addentrandosi nel borgo, il proseguire della roggia circonda il primo giro di mura di difesa e gli affascinanti esempi di edifici del Sei – Settecento. Subito prima di accedere alla torre portaia, che introduce in Piazza Castello, si trova il Parco Pinni, all’interno del quale ci sono il resto angolare di un torrione del castello e la statua del busto del Poeta Erasmo da Valvason (1528 - 1593).

Uno scorcio di via Erasmo.Passando quindi sotto la torre delle ore e attraversando Piazza Castello, si imbocca Via Erasmo da Valvason, la via che porta a Piazza Libertà. All’inizio di questa strada, di fronte al castello, si trovava una torre portaia che sigillava il primo giro di mura di difesa.
Inoltrandosi nelle due vie laterali che costeggiano la roggia e dirigendosi verso sud, si incontra la sede del Settecentesco “filatojo”.
Nell’altra direzione, attraversando un suggestivo angolo in cui si trova un cavalcavia Seicentesco, si passa dietro al Palazzo del Conte Eugenio, di cui si può vedere la “scarsella” destinata al focolare domestico. Da qui si arriva alla ruota del mulino che si alimenta con l’acqua della stessa roggia.
La ruota del vecchio mulino.
Proseguendo lungo Via Erasmo da Valvason, si incontra un edificio caratterizzato da elementi in stile liberty, ed un altro di fronte a questo dalla facciata tardo Settecentesca. Lateralmente rispetto al Duomo ecco un edificio del Tre – Quattrocento, ridefinito esternamente nel Sette – Ottocento, che presenta nel sotto portico i serramenti originali di una bottega Ottocentesca. Subito di seguito si trova “Casa della Pieve”, edificio del Quattrocento che ingloba la Trecentesca ex cappella di San Giacomo, al cui interno si possono ammirare resti di affreschi, il basamento dell’antico altare e una piccola area dell’antica pavimentazione.

Dietro al Duomo si trova, sulla facciata di un edificio, dei resti di affreschi tardo Quattrocenteschi a motivi geometrici; lateralmente al Duomo si trova invece il sito dell’antico cimitero ormai sostituito da Via Rimembranza.

Attraversando Piazza Libertà e quindi, di seguito, Piazza Mercato, si imbocca via San Pietro, caratterizzata anch’essa da interessanti palazzi: oltre alla Trecentesca Chiesetta dei Santi Pietro Paolo ed Antonio Abate, di fronte si trova un edificio del Seicento che presenta una scenografica facciata, una sorta di boccascena su cui si sta alzando il sipario per mostrare la doppia fila di finestrelle, la bifora con il poggiolo e le tre arcate a sesto ribassato del porticato al pian terreno. Di seguito sempre in facciata troviamo un affresco raffigurante La Madonna con il bambino tra i Ss. Rocco e Sebastiano, attribuito al pittore Pietro da San Vito del 1515 circa; questo affresco, posto proprio nei pressi di uno degli accessi al paese svolgeva la funzione simbolica di “sentinella” contro coloro avessero potuto introdurre, nel centro abitato, la peste; i due santi erano invocati come protettori. L’accesso al paese nel lato occidentale si trovava proprio alla fine di Via San Pietro, dove c’era una torre portaia. Sullo stesso lato della Chiesa di San Pietro rimane invece visibile, esternamente, sotto il porticato ad archi a sesto acuto dell’edificio, il portale in pietra dell’antico Ospitale dei Santi Pietro Paolo ed Antonio Abate. Sullo stesso edificio, in facciata, sono visibili i due scudi con il lupo rosso dei Cuccagna e il lupo nero dei Valvason.

Girando l’angolo della Chiesa di San Pietro si entra in via IV Novembre, che conduce verso l’ex convento. Rimanendo vicino alla Chiesa, fino alla metà dell’Ottocento, da qui si poteva ancora vedere una parte della facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Avanzando si incontra un palazzetto del Sette – Ottocento che presenta una facciata molto composta.
L' entrata della locanda 'Alla scala'.

Sulla facciata dell’edificio successivo si trova un lacerto d’affresco ormai molto danneggiato, il soggetto e la data non sono facilmente precisabili; probabilmente il soggetto è quello di cui parlava il Carreri ad inizio Novecento: “strana figura d’uomo rosso colle orecchie di lupo e una scritta gotica ormai quasi illeggibile”.
Avvicinandosi all’ex convento c’è un’ala superstite del chiostro del convento e degli stipiti del Quattrocento, lavorati a treccia vegetale sullo spigolo, probabilmente appartenuti al portale maggiore della scomparsa Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
 

Tornando dal convento a Piazza Mercato si arriva in via Cesare Battisti; una Seicentesca quinta porticata accompagna fino all’antica trattoria “Alla Scala”, edificio che nella facciata presenta un poggiolo e un portale in pietra datato 1672. Di fronte a questa c’è l’edificio riservato alla “Domus Curiae”, luogo in cui si amministrava la giustizia in nome dei Valvason, fino all’epoca napoleonica. Questo utilizzo oggi non sembra tuttavia così certo, dato che esiste un altro edificio, vicino a Piazza Castello, che si pensa fosse adibito alla medesima funzione.

Data di creazione: 03/01/2009 @ 14:19
Ultima modifica: 16/07/2009 @ 10:20
Categoria: Monumenti
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