Monumenti - L' organo


Dal Cinquecento un' opera d'arte organaria

Valvasone vanta la presenza, nel Duomo del Ss. Corpo di Cristo,dell’unico Organo del Cinquecento Veneziano superstite in Italia. Vincenzo Colombi è stato il suo raffinato costruttore. Assieme alla sua cassa, finemente decorata e intagliata, rappresenta il modello più integro e peculiare dello strumento del Cinquecento Veneziano.

I promotori e finanziatori dell’iniziativa atta alla sua costruzione furono i Conti dell’antica famiglia Valvasone, depositari della cultura artistica e musicale del paese.

A gennaio 1533 iniziarono i lavori di ancoraggio alla parete destra del Duomo e si costruì il piccolo edificio porticato, posto di lato alla chiesa, che doveva contenere l’apparato manticiario. Nello stesso anno l’organo era già funzionante, racchiuso ancora in una cassa grezza.

Due anni dopo Stefano di Venezia completò gli elementi architettonici della cassa e in seguito vennero stipulati i contratti con l’intagliatore Girolamo di Venezia e con l’indoratore Tommaso da Udine. Nel Natale 1538 i lavori erano conclusi.

Nel frattempo fu commissionata a Giovanni Antonio da Pordenone la pittura delle ante della cassa, ma questi morì nel 1539 lasciando incompleti i lavori, che vennero ripresi dieci anni più tardi dal genero Pomponio Amalteo di San Vito al Tagliamento. Questi dipinse anche i cinque pannelli della cantoria e i fregi ad affresco ai lati della cassa. Nel 1552 l’organo risultò completato in ogni sua parte, secondo i canoni estetici più ragguardevoli dell’epoca.

 

L' organo. 
A causa del continuo uso dello strumento vi fu il bisogno di periodiche manutenzioni e restauri da parte dei più importanti organari: il primo minuzioso controllo durò 12 giorni e fu eseguito proprio dal suo costruttore, Vincenzo Colombo, nel 1558; nella stessa occasione venne aggiunto il “fiffaro”.

Altre aggiunte importanti nel corso delle varie revisioni sono state: l’aggiunta di un panno rosso posto sotto i tasti nel 1611 da parte di “mistro Bortolo venetiano”; nel 1753 Lorenzo Canciani saldò alcune canne guastate e aggiunse la pedaliera; nel 1754 sostituì la tastiera, cinque canne del Flauto vennero rifatte in legno e venne aggiunto un somierino con tre canne per il tamburo; nel 1755 venne istallato il registro della Voce Umana.

Nel 1766 Angelo Morassi presentò un progetto per un radicale restauro, comportante l’abbassamento di mezzo tono del corista, il prolungamento della tastiera di 7 tasti per un totale di 63 nuove canne corrispondenti ai registri: Principale, Ottava, Decimaquinta, Decimanona, Vigesimaseconda, Vigesimasesta, Vigesimanona, Flauto in Duodecima, Voce Umana. Quindi si rese necessario un somierino per ospitare le nuove canne. Volle introdurre il registro Cornetta, collocato nel sito in cui alloggiava la Vigesimanona, che venne spostata ed unita alla Vigesimasesta. Vennero introdotti “Bassi n° 15 con suo sumier novo” e “Tromboncini con suo sumier”.

Solo 3 anni dopo l’organo necessitò un nuovo restauro e così venne riconvocato per vari anni Lorenzo Canciani. Lo strumento cadde però sempre più in rovina, fino a quando non venne chiamato l’organaro vicentino Giovanni Gaetano Tolfo che si preoccupò di ridurre i danni e riportare l’organo in uno stato migliore. Propose il rifacimento del somiere maestro (risalente all’epoca di Vincenzo Colombo) eliminando i vari somierini aggiunti nei secoli che affollavano il cassone; la sostituzione dei Tromboncini con dei nuovi e la sostituzione di 5 file, dalla Decimaquinta alla Vigesimanona; il rifacimento delle trasmissioni meccaniche. Nel 1856 Valentino Zanin sostituì due mantici, controllò la tastiera e accordò i tromboncini.

In seguito l’organo, ammutolito, venne smontato disperso e ritrovato in queste condizioni nel 1970, quando si decise che doveva essere riportato al suo splendore, almeno per quanto riguardava l’apparato artistico esteriore.

Il restauro, a cura di Alfredo Piccinelli, fu iniziato nel 1972, valorizzando ed utilizzando materiali originali Cinquecenteschi e restituendo allo strumento l’originaria concezione. Il somiere dell’Ottocento venne mantenuto per conservare un’importante testimonianza, nonostante si potesse ricostruirne uno sufficientemente fedele. La tastiera venne ricostruita. La pedaliera Settecentesca fu mantenuta e furono ripristinati il quadro dei tiranti e le meccaniche introdotte dal Tolfo. Furono restaurate anche la cassa e i dipinti.

Infine, nel 1999 il restauro di Francesco Zanin: sono state accantonate tutte le aggiunte avvenute nei secoli per ripristinare l’esatta forma originaria. Si sono svolte per questo accurate indagini ed analisi che hanno permesso la ricostruzione fedele degli elementi. Il punto più importante del recupero è stata la costruzione del somiere a vento veneziano del Cinquecento che garantisce alle canne un’ottima produzione sonora. L’organo è alimentato da tre mantici a cuneo muniti di pulegge lignee per l’azionamento manuale e di elettroventilatore. L’apparato manticiario è ancora dietro lo strumento, nella stanza che era stata costruita appositamente nel Cinquecento. La tastiera è stata ricostruita su modello di quella Sette-Ottocentesca. La registriera è stata ricostruita sulla base di tracce rimaste che ne indicavano dimensione e posizione. La pedaliera è realizzata a leggio di 20 pedali corti collegati alla tastiera. Altro punto importante di questo restauro è stato il recupero dell’impianto sonoro e dei registri. Secondo la prassi del Cinquecento lo strumento è stato accordato a “tono medio”. Per ripristinare le condizioni acustiche originarie è stato teso su telaio ligneo, dietro le canne, un telo rosso, per ridurre la profondità della cassa e creare significative condizioni di riflessione del suono.

Oggi l’organo si presenta così:

-  prospetto composto da 41 canne di stagno, suddiviso in 5 campate, con “organetti morti”;
- tastiera di 47 note;  i tasti diatonici sono ricoperti in bosso, con frontalini a lunetta, i cromatici in   ebano;
- pedaliera a leggio di 20 pedali corti in noce, unita alla tastiera;
- registri azionabili con manette ad incastro, disposte orizzontalmente a destra della tastiera;
- fiffaro azionato da manetta;
- manticeria composta da tre mantici a cuneo azionabili con pulegge e corde, elettroventilatore;
- somiere a vento, in noce con otto pettini che corrispondono agli otto registri; 
- crivello in cuoio con bocche delle canne sottostanti;
- canne in stagno, tenori con labbro superiore a mitria;
- canne dei registri Ripieno e Flauto in piombo. 

Data di creazione: 03/01/2009 @ 14:46
Ultima modifica: 01/08/2009 @ 16:34
Categoria: Monumenti
Pagina letta 1001 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa l'articolo Stampa l'articolo

 
Commenti a questo articolo


Nessuno ha ancora lasciato un commento.
Fallo tu per primo!


 
Calendario

Agenda prossimi 90 Giorni


10-09-2010

Medioevo a Valvasone 2010 - Pa... [ Leggi tutto... ]


11-09-2010

Medioevo a Valvasone 2010 - Pa... [ Leggi tutto... ]


12-09-2010

Medioevo a Valvasone 2010 - Pa... [ Leggi tutto... ]

Visite

   visitatori

   visitatori in linea

^ Su ^