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Monumenti - La cassa dell'organo |
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Architettura, pittura, intaglio: una cassa a regola d'arte per l'organo
Nel periodo gotico e rinascimentale si nota un particolare gusto estetico per quanto riguarda la decorazione delle facciate degli organi: la pittura arricchisce di colore e gli ornamenti rendono meno severe le architetture dell’epoca.
Un organo come quello presente a Valvasone costituiva motivo d’orgoglio e per questo non c’è da stupirsi se gli artisti migliori furono raccomandati di porre ogni cura e attenzione nel lavoro che erano chiamati a svolgere.
L’architettura del mobile è stata affidata a Stefano di Venezia e rifinito nei dettagli da Girolamo di Venezia. I due artigiani non hanno realizzato un progetto in particolare per l’organo di Valvasone, ma hanno semplicemente riprodotto le forme di cassoni già esistenti, fedelmente alla tradizione veneziana.
Situata nella parete destra della chiesa, la cassa si spinge fin quasi a toccare la travatura del soffitto. La facciata è divisa in cinque campate da sei eleganti colonnine che si accordano con gli archi; in questi cinque scomparti sono sistemati i gruppi delle canne. In alto, il largo fregio è sormontato da un cornicione.
L’intaglio (in precedenza affidato all’inesperto mastro Pollo) eseguito da Girolamo di Venezia, copre tutte le strutture della facciata. Nel fregio della trabeazione, su fondo azzurro, ci sono dei grifi ringhianti le cui code si snodano in girali che s’intrecciano in mezzo in un mascherone. I capitelli delle colonnine “sorreggono” dei vasi i cui fiori percorrono l’architettura con un ricamo intrecciato. Lungo le colonnine salgono dei tralci. Ognuno di questi intagli è stato dorato da Tommaso da Udine e contribuisce a rendere un effetto di chiaroscuro.
Per quanto riguarda la pittura delle tele esterne, visibili ad organo chiuso, queste raffigurano la Raccolta della Manna. Le tele interne, invece, rappresentano Il sacrificio di Isacco e Il sacrificio di Melchisedech. Le tele furono iniziate da Giovanni Antonio da Pordenone e completate, dopo la sua morte, da Pomponio Amalteo. Il sacrificio di Isaccoè il soggetto in cui si nota maggiormente la mano del Pordenone, mentre nell’altra tela l’impianto generale è del Pordenone, ma si nota maggiormente la presenza dell’Amalteo, figurativamente più stanco. Nella Raccolta della Manna vengono attribuite al Pordenone le figure chinate nella parte frontale, la delineazione di qualche altra e lo sfondo a sinistra.
Nei cinque pannelli del poggiolo notiamo invece un maggior talento da parte dell’Amalteo. Da sinistra verso destra i temi sono: Le Nozze di Cana, La Cacciata dei Mercanti dal Tempio, La Guarigione dello Storpio, La Moltiplicazione dei Pani, La Conversione di Maria Maddalena. La pennellata è fresca, la descrizione dei particolari minuziosa, i colori omogenei ed equilibrati.
Dell’Amalteo sono anche i fregi decorativi laterali che presentano maschere, animali fantastici, cornucopie, trofei, decorazioni grottesche del Cinquecento.
Data di creazione: 03/01/2009 @ 15:10
Ultima modifica: 11/08/2009 @ 15:56
Categoria: Monumenti
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