La Chiesetta dei Santi Pietro Paolo e Antonio Abate
Tra il X e il XII secolo, il Friuli divenne una delle vie più frequentate dai pellegrini d’oltre mare e i patriarchi aquileiesi, solleciti a preservare il bene dei viaggiatori, favorirono il sorgere di ospizi e ospedali. Secondo la tradizione, l’ ospedale di Valvasone sarebbe stato fondato nel X secolo.
Dai documenti pervenuti, risalenti al 1350 e al 1359, risulta che esso fu fondato dai fratelli Simone, Giovanni ed Ulrico di Cucagna per dare rifugio ai viandanti che attraversavano il Tagliamento o il guado della grava. L’ospedale sorse in quello che, secondo la leggenda, era il tempio dedicato a Giove.
La sua prima denominazione era ospedale di S. Maria ed era gestito dalla confraternita dei Battuti. Quest’ultima, nel corso del ‘400, attraversò un periodo travagliato che impedì il proseguimetno dell’attività assistenziale. I nobili di Valvasone, allora, si organizzarono assieme ad un gruppo di cittadini per la creazione di una nuova confraternita che amministrasse pio luogo. Nel giugno del 1461, in seguito all’assenso del Vescovo di Concordia, fu costituita una confraternita sotto il nome di Ss. Pietro e Paolo ed Antonio Abate per la salute delle anime, per i poveri mendicanti e per i bisognosi. L’ospedale comprendeva quattro vani per infermi
e pellegrini.
La chiesa deve essere stata costruita tra il 1461 e 1464 con mattoni grossi e sassi; il portale in pietra è tipico di quel periodo. Il campanile, inserito nell’angolo dietro la facciata, è invece del Seicento.
Dal controllo del 1584 di un delegato apostolico, incaricato di verificare se erano state messe in pratica le disposizioni del Concilio di Trento, si apprende che la chiesa aveva tre altari: il maggiore con una Pala; quello della Beata Vergine, consacrato; e quello della Ss. Trinità che venne demolito. La cappella deriva dalla fusione dei due antichi vani, venne sottoposta tra 1739 e 1760 ad un nuovo rimaneggiamento riguardante l’ innalzamento dei muri perimetrali della navata e del presbitero, l’ apertura di nuove finestre e la costruzione di un nuovo altar maggiore.
Nel 1806 Napoleone soppresse la confraternita, ma nonostante questo, l’ospitale continuò la propria attività.
All’interno l’altar maggiore porta la data del 1642, è in legno lavorato dipinto in oro zecchino e bianco. La pala dell’Ottocento rappresenta S. Pietro, S. Paolo, S. Antonio Abate e altri Santi. Ai lati ci sono due piccole statue che rappresentano S. Paolo e S. Antonio Abate. I due altari laterali sono dedicati alla Sacra Visitazione e alla Madonna del Rosario; il primo è in legno ed è del Seicento come la pala sovrastante, che rappresenta una veduta della vecchia Valvasone. L’altro altare è in muratura e non ha nessun valore artistico in quanto è stato aggiunto solamente per rendere l’aspetto simmetrico.

Gli affreschi risalgono al 1497 e sono stati eseguiti da Pietro da Vicenza: entrando, a sinistra vediamo una Crocifissione di scuola Tolmezzina; sulla parete laterale ci sono quattro coppie di Santi che fiancheggiano la SS. Trinità, dipinta sotto un loggiato aperto sul fondo e diviso da colonne; sulla stessa parete c’è un altro affresco che rappresenta S. Cristoforo e S. Girolamo. Nel coro un altro affresco rappresenta la Madonna in trono tra i Santi Sebastiano, Rocco, Leonardo e Giobbe. Affascinante è l’ organo positivo, di autore ignoto e di provenienza sconosciuta, databile tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento.